08/05/2008

COMMENTO N. 1 SULLA NUOVA SQUADRA DI GOVERNO

Leggere che Sandro Bondi sarà Ministro per i Beni Culturali mi suona come Hitler premo Nobel per la pace...

Una cazzata!!!!!!!!!!

01/05/2008

UNA RISPOSTA A SGARBI E A MERLO

Sarò molto breve, e vorrei, più che difendere e/o sostenere Grillo, attaccare la politica.

Un comico fa politica perchè i politici fanno le comiche!

E purtroppo in entrambi i casi non c'è niente da ridere...

25/04/2008

IL 25 APRILE E LA MINACCIA DELL'UTRI

E' deprimente dover cercare di festeggiare questo 25 Aprile, giorno fondamentale per il nostro paese, quand'è appena giunto al Governo un signore di nome Berlusconi, Leader di un partito, Forza Italia, fondato da un altro (non) signore, Dell'Utri.

E' difficile riuscire a godere a pieno di questa giornata dal momento che di nuovo nella storia siamo di fronte ad atti di revisionismo che in questo caso è criminoso (il revisionismo è criminoso, non il giornalismo di Biagi e Santoro).

Mi chiedo come molte persone votanti Pdl potranno prendere parte alle odierne celebrazioni.

Non esiste più la coerenza... (Berlusconi docet)

22/04/2008

IL PRELUDIO DELLA FINE

Con il ritiro dell'offerta francese, s'affaccia prepotente e con accresciuta forza la possibilità che Alitalia debba fallire (diciamo che di fatto è già fallita, si può confidare però ancora in un qualche miracolo); dobbiamo ovviamente ringraziare chi pensa di poter vendere una patacca infossata di debiti, grazie alle illuminate (o meglio, folgorate) gestioni di nomina regia (politicanti da strapazzo), tanto da rendere una compagnia dalle ottime potenzialità oggetto di secchi rifiuti.

"Chi troppo vuole nulla ottiene" e se lo dice un proverbio...

E' naturale che se qualcosa è rovinata va venduta a meno soldi, il valore della nostra compagnia aerea è ormai intrinsecamente svalutato, poichè chi si vuole accollare quest'onere si ritrova a dover fronteggiare anche gli accaniti e ottusi sindacati (che sembra recitino più che lavorare, come appunto se dovessero dimostrare, contrariamente da ciò che afferma la realtà, che loro fanno qualcosa), una classe politica vergognosa e protezionista (da un giorno all'altro si parlerà di autarchia, e chissà...di qualche nuova quota 90) e l'emblematica catastrofe aeroportuale che determina l'abbassamento del valore stesso dell'operazione. Si paga meno perchè si spende di più.

Non sarebbe giusto far gravare sui contribuenti i troppi errori e le troppe ingerenze (per non parlare dei criminosi interessi) della classe politica su Alitalia. Loro dovrebbero pagare e pure in contante.

Invece si lanciano in pietosi discorsi che inneggiano a principi nazionali ed economici, a serie dell'opportunità, contribuendo di fatto solo a peggiorare la situazione.

Quando Alitalia fallirà si porterà via con sè miliardi di euro che affosseranno ulteriormente l'economia italiana, la quale impostata su un circolo vizioso cadrà per effetto domino.

Scopriremo così il piacere di essere dei terzomondisti!

Complimenti!

21/04/2008

PERCHE' FASSINO HA TORTO

http://www.youtube.com/swf/l.swf?video_id=HglUxGzsUjw&...

In coscienza ho sentito il bisogno di muovermi in aiuto del buon Piero Ricca, le cui gesta spesso sono incomprese e dunque condannate.

Pur sapendo che di certo questo post non lo leggerà il popolo d'Italia, lo scriverò ugualmente per cercare di sfogare l'odio per la stupidità del cittadino medio. Un pò come urlare fra i sordi...

Il problema che Fassino, la cui intelligenza è inversamente proporzionale all'altezza, non coglie, mentre spreca fiato riguardo ad una crescita economica, è che il conflitto d'interessi è proprio quel minuscolo granello di sabbia che inceppa il gigantesco meccanismo della macchina Italia.

Se i politici agiscono nei propri interessi sorgono una miriade di problemi. Sorvolando quella che riguarda l'informazione, io vorrei parlare di qualcosa di più grave, quella del settore economico.

Il clientelismo politico, la mancanza di questa legge, la lotizzazione da parte dei partiti, tutto ciò impedisce all'economia e all'Italia di funzionare. Se un parlamentare possiede una fabbrica tessile e lavora dunque in politica, è già in partenza più informato di tutta la sua concorrenza su ciò che avviene attorno al settore (informazioni assimetriche), ma in secondo luogo potrà concedersi il lusso di darsi alla concorrenza sleale, in primo luogo grazie all'impunità e in secondo in quanto se ad esempio ci fosse da decidere e finanziare una fornitura di divise per l'esercito, questo politico sarà evidentemente interessatissimo a spingere affinchè vi siano più soldi possibili e che dunque la fornitura sia commissionata alla sua fabbrica. Una concorrenza sleale in primo luogo svantaggia il consumatore, in questo caso il cittadino che paga più tasse in quanto non c'è stata una assegnazione meritocratica. Perchè il conflitto d'interessi vuole proprio garantire la meritocrazia: impresa migliore vince, no impresa del politico vince. Se un impresa migliore di quella del politico viene tagliata fuori dal mercato è ovvio che l'intera comunità e l'intero settore economico ne fa le spese, a vantaggio di uno solo; si creerà poco alla volta una sorta di protezionismo particolaristico che garantirà dunque una sorta di monopolio. Questa società monopolista ha perciò la possibilità di dettare la cifra di vendita abbassando anche la qualità; inoltre potrà assumere impiegati del settore ad uno stipendio imposto, il che porta anche le altre imprese rimanenti a giocare al ribasso piuttosto che al rialzo. La morale è che non vince il migliore, dunque ne perde il consumatore, le logiche di mercato vengono alterate, e ciò porterà inevitabilmente delle conseguenze, per altro gravando sulle nostre tasse. Si crea una sorta di circolo vizioso che soffoca l'economia: stipendi bassi, prezzi fissi e nessuna concorrenza in quanto nessun pazzo cercherebbe di aprire una nuova impresa se l'avversario avesse in mano le redini della politica, quantomeno nel settore d'interesse. Succede così che chi si accontenta rimane qui e non crea eccellenza, cosa di cui invece avrebbe bisogno il paese, s'accontenta dello stipendio piuttosto che di più o meno taciti accordi di convivenza, mentre quelli bravi davvero prendono la via dell'estero e arricchiscono altri paesi, spingendo l'Italia sempre più verso l'Africa.

Ma il conflitto d'interessi deve riguardare anche le lotizzazioni e le varie cariche pubbliche di nomina "regia" ossia indicate dal governo o in generale dalla politica, infatti se il pubblico impiego diventa un ambiente atto solo a raccogliere voti, dove non viene selezionato il meglio, ma solo infilati dentro personaggi a vario titolo, è ovvio che il sistema s'incrina. Innanzitutto ne perde il servizio stesso, cosa che interessa ai politici che creano strutture private che offrono lo stesso servizio, ma a caro prezzo, ma oltre a ciò determina che non ci sia più meritocrazia, in quanto se non è il servizio pubblico a guidare gli stipendi non lo faranno certo le imprese. Il servizio pubblico deve selezionare i migliori, in numero essenziale, retribuirli bene, al fine di creare una certa desiderabilità dell'impiego che non sia dovuta unicamente alla sua certezza a livello temporale. Alti stipendi della pubblica amministrazione permettono alti livelli di efficienza del servizio che dunque non viene dirottato su strutture private e permette agli italiani di risparmiare ricreando potere d'acquisto. Oltre a ciò il settore privato dovrà combattere al rialzo piuttosto che al ribasso la contrattazione degli stipendi, poichè se vorrà i migliori dovrà giocarseli con l'impiego pubblico. Dare alti stipendi nel settore pubblico è possibile quando si eliminano tutti coloro che non svolgono ruoli essenziali o non svolgono questi ruoli in maniera efficiente. Bisogna assumere pochi e per la precisione i migliori. Questo non è possibile se i concorsi sono truccati e le cariche più alte sono concordate tra i partiti. La dimostrazione più netta del sistema fallimentare della lotizzazione è, oltre che la sanità, l'Alitalia, società gestita da manager "politici".

Non bisogna di fatto fare grandi sforzi, semplicemente ridare il mercato al mercato, tale che sia l'economia a decretare le regole e non la politica, soprattutto se questa mira ai suoi porci e alquanto lucrosi comodi.

Quindi il signor Fassino è tra coloro che regala la vittoria a Berlusconi in quanto rende l'alternativa politica poco appetibile.

Le persone che applaudono a Fassino (vergogna!) nelle sue tristi e preoccupanti repliche a Piero Ricca devono andare a studiare perchè sono ignoranti, ma speriamo non stupide...